La Valle Subequana è il luogo ideale per lasciarsi conquistare dal fascino senza tempo di antichi popoli misteriosi, la cui rilevanza storica continua a crescere
grazie a scoperte sempre più sorprendenti. Questa terra ha custodito per millenni, celati tra le bellezze naturali dei suoi parchi e paesaggi, i segreti di una civiltà che ha
segnato la storia. Tra la fine del II e l'inizio del I millennio a.C., sorgono nel territorio abitati arroccati sulle alture, protetti da mura, fossati, porte e torri.
L'incastellamento protostorico si sviluppò principalmente per motivi economici, legati alla pastorizia transumante e alla necessità di difendere bestiame, pascoli e popolazione dalle incursioni
nemiche. Il territorio era sorvegliato da almeno dieci insediamenti fortificati disposti lungo una sorta di ellisse: a sud, una linea che comprendeva Civitella, Colle San Donato,
Monte Ventola e, più a sud, Colle Castellano; a nord-ovest, un'altra linea che collegava Petto della Corte, Baullo e
Cerreto. Il “castelliere” più grande, situato a est, è quello delle Spugne, che si estende su ben quaranta ettari ed è il sito
fortificato più grande dell'intera area subequana. All'estremità orientale si trova Mandra Murata, con un sistema difensivo composto da più alture e
1.450 metri di mura. Infine, Colle Cipolla, a ovest, con i suoi 1.060 metri lineari di fortificazione, è l'unico insediamento a essere circondato da una necropoli
composta da oltre trecento tumuli. Altre sepolture sono state individuate anche a Colle San Donato e Mandra Murata, quest'ultima sovrastante, insieme a
Le Spugne, la vasta necropoli con i tumuli di Madonna del Soccorso. L'epoca dei castelli e dei re (XI-VI secolo a.C.) sembra concludersi, probabilmente,
con l'instaurarsi della città di Superaequum, intorno al V secolo a.C. Superaequum diventa una realtà politica che si lega come terza entità
alla Touta Peligna, composta dai precedenti e temuti avversari di Corfinium e Sulmo.